Araldi di tempi andati si affacciano fantasticando sulla notte del Sapere.
Non provocate chi veglia sul Guardiano!
Gli stregoni ballano il sabba dei manifesti.
Saltellate intorno al fuoco,
mentre streghe inalano monti di pirici oggetti,
e le narici diventano caverne da cui
gli occhi non riescono a fuggire.
Sabba! Sabba!
Terrore nella notte,
che corre sui pipistrelli appollaiati,
come torri pendenti,
che corre
nelle urla delle puerpere e nei vagiti
di chi vivrà poco.
Sabba! Sabba!
La visione vuole quattro antichi,
legati da
giuramenti sul fuoco:
quattro, non uno di più, e il Patto
reclamerà le sue vittime.
Lasciate correre la paura. Lasciatela galoppare per i prati, nel fruscio sciabordante dell'erba nella notte.
Sabba! Sabba!
La letteratura dell'Assurdo come mezzo di liberazione poetica, assenza di vincoli tra foglio di carta e poeta. La letteratura dell'Assurdo intende tre strade principali: descrizione della Convenzione tramite l'Assurdo, la descrizione dell'Assurdo tramite la convenzione, oppure le descrizione dell'Assurdo tramite l'Assurdo stesso.
Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
sabato 29 giugno 2013
venerdì 8 marzo 2013
Alla Guida
Credo fermamente nel taumaturgico potere della Poesia, panacea di tutti i mali e capace di destituire il più piatto dei pomeriggi domenicali.
"Lasciatemi poetare, ve ne prego".
ALLA GUIDA
Crogiolo di mondi incompiuti,
salto da Universi ad altri.
I gas non sono costanti, arranco
nel nero cosmico.
L'Universo è un pinguino
che non smette mai di nuotare.
Litigo con buchi neri,
capre e lepri,
saltimbanchi di banchi di nebbia.
Irradiati di luce
i capodogli
piombano a terra.
Frullare d'ali,
primordiale battito.
L'Universo è solo una combinazione,
di due numeri:
quattro e
due.
"Lasciatemi poetare, ve ne prego".
ALLA GUIDA
Crogiolo di mondi incompiuti,
salto da Universi ad altri.
I gas non sono costanti, arranco
nel nero cosmico.
L'Universo è un pinguino
che non smette mai di nuotare.
Litigo con buchi neri,
capre e lepri,
saltimbanchi di banchi di nebbia.
Irradiati di luce
i capodogli
piombano a terra.
Frullare d'ali,
primordiale battito.
L'Universo è solo una combinazione,
di due numeri:
quattro e
due.
lunedì 4 marzo 2013
Cappello Rosso
Ogni giorno ispirato deve essere sfruttato fino all'ultima goccia.
CAPPELLO ROSSO
Lasciati lisciare,
di bambole sostenute.
I protocolli sono rane
dal rosso cappello.
Incespicano,
lavano
termiti
pocciando le mani
in lavandini di terra.
Amate il muflone
e lo gnu.
Ritirate i panni sporchi,
che domani finisce il mondo.
CAPPELLO ROSSO
Lasciati lisciare,
di bambole sostenute.
I protocolli sono rane
dal rosso cappello.
Incespicano,
lavano
termiti
pocciando le mani
in lavandini di terra.
Amate il muflone
e lo gnu.
Ritirate i panni sporchi,
che domani finisce il mondo.
lunedì 17 dicembre 2012
Svolazzo
Era da un po' che non raggiungevo la serenità necessaria per una sana sessione breve di poesia.
Quella poesia che piace a me, fatta di alambicchi, provette, koala e giaguari, che ti avviluppa fumosa lasciandoti un incerto bacio sul gomito.
SVOLAZZO
Svolazzo pigro
sulla città della gogna:
inebrio fiori dal nettare spento,
stanco di cartoni e televisione.
Colore e sambuca, per Dio!
Ravvivate il mio svolazzare.
Crepate i muri della scuola
elementare,
rintronando bambini
di caramelle e lampadari.
Svolazzo dolce,
su pandori e luminarie,
Natale d'oggi.
M'inoltro tra le genti,
Mosè e mosche,
copripiumoni e treni in ritardo.
Canto di Natale
o Natale da cantare?
Svolazzo nella nebbia,
tra pagode, stracchini,
arachidi e balocchi.
Micetti di arbusti
bussano tremebondi
calore spasimato.
Si abbandonano lascivi su cuscini
di leprotti.
Svolazzo sul razzo,
in cerca di circhi,
rimuginando altalene passate,
presenti,
future.
Suicidio di zanzare zuccherate,
apriscatole danzerini
concorrono con soldati di ventura.
Svolazzo tra libri,
polvere e armadilli.
Pelo di Formichiere,
l'Ispirazione suona prog.
Leccatevi le guance,
o mortali,
e innamoratevi di un piatto.
L'albero sorride,
del sorriso dei martelli.
Buon Natale cari lettori! Buon Natale e buone Salamandre a tutti!
Quella poesia che piace a me, fatta di alambicchi, provette, koala e giaguari, che ti avviluppa fumosa lasciandoti un incerto bacio sul gomito.
SVOLAZZO
Svolazzo pigro
sulla città della gogna:
inebrio fiori dal nettare spento,
stanco di cartoni e televisione.
Colore e sambuca, per Dio!
Ravvivate il mio svolazzare.
Crepate i muri della scuola
elementare,
rintronando bambini
di caramelle e lampadari.
Svolazzo dolce,
su pandori e luminarie,
Natale d'oggi.
M'inoltro tra le genti,
Mosè e mosche,
copripiumoni e treni in ritardo.
Canto di Natale
o Natale da cantare?
Svolazzo nella nebbia,
tra pagode, stracchini,
arachidi e balocchi.
Micetti di arbusti
bussano tremebondi
calore spasimato.
Si abbandonano lascivi su cuscini
di leprotti.
Svolazzo sul razzo,
in cerca di circhi,
rimuginando altalene passate,
presenti,
future.
Suicidio di zanzare zuccherate,
apriscatole danzerini
concorrono con soldati di ventura.
Svolazzo tra libri,
polvere e armadilli.
Pelo di Formichiere,
l'Ispirazione suona prog.
Leccatevi le guance,
o mortali,
e innamoratevi di un piatto.
L'albero sorride,
del sorriso dei martelli.
Buon Natale cari lettori! Buon Natale e buone Salamandre a tutti!
lunedì 30 gennaio 2012
Ridondando
Ridondando nel blu
semplicemente riflettendo
che mio zio era là.
Crogiolarsi,
mentre il computer mi guarda.
Inutile pensare,
se non sai vivere,
dice qualcuno;
oppure inutile vivere
se non sai pensare.
Io dico
che se vivi e pensi
(uovo di Colombo)
non hai tempo di divertirti.
lunedì 28 novembre 2011
Frigorifero
Un ippopotamo
rosa telefono
in un pastrano
rosso mare.
A volte un colibrì
non fa giovedì.
Mia sorella il phon,
Sua Santità
autorità volontà
lei sarà
capirà
uno struzzo.
Un frigorifero
bussa
alla portiera
della bici.
sabato 26 novembre 2011
Il Circo del Mondo
Saltimbanchi rappezzati,
in una viola lanugine, raccapezzano oggetti
a noi districati.
Saltiamo sul tondo,
corriamo sul mondo:
giostra che ti rigiostra,
cavaliere indifferente, maestro
della vita di quartiere.
Lanciàti con formiche nel fulgido tramonto,
mangiamo rinoceronti,
e non ne traiamo alcun conforto.
in una viola lanugine, raccapezzano oggetti
a noi districati.
Saltiamo sul tondo,
corriamo sul mondo:
giostra che ti rigiostra,
cavaliere indifferente, maestro
della vita di quartiere.
Lanciàti con formiche nel fulgido tramonto,
mangiamo rinoceronti,
e non ne traiamo alcun conforto.
Iscriviti a:
Post (Atom)